Rivista quadrimestrale interdisciplinare
fondata nel 1989
GIANO. PACE AMBIENTE PROBLEMI GLOBALI
 
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Articolo pubblicato sul numero 34 di Giano. Pace ambiente problemi globali, gennaio-aprile 2000

L’ITALIA E LA NATO

nota di Luigi Cortesi


La lettura dei documenti di denuncia del governo italiano e di proposta di organizzazione per la pace suggerisce la priorità politica dei problemi globali e finali


I DOCUMENTI CHE PRECEDONO SONO, rispettivamente:

 

Con la presente nota intendiamo "giustificare" la pubblicazione su "Giano" di questi documenti, e sviluppare alcune considerazioni sul tema, annunciato nel titolo, L’Italia e la NATO. Avvertiamo contemporaneamente i lettori che nel n. 35 di "Giano" pubblicheremo un Dossier "NATO 2", con una tavola rotonda dedicata all’influenza della NATO sulla politica italiana.

LA DENUNCIA CONTRO IL GOVERNO di centro–sinistra non è stata certo l’unica iniziativa del genere; se la riportiamo è per due ragioni principali. Essa è maturata in un ambiente contiguo e affine a "Giano", senza che questo significhi che c’è stato un intervento nostro; è stata spontanea, ed è stata confortata da una massiccia adesione di cittadini. La seconda ragione è che essa è indirizzata contro il governo italiano. Da quando è nata, la nostra rivista sostiene che in caso di guerra, e in qualsiasi modo e occasione la politica mostri la propria contiguità con la guerra, la lotta per la pace va condotta in primo luogo avendo come controparte il "proprio" governo e lo Stato di appartenenza. E’ puramente inutile, o elusivo dei problemi reali, oppure ancora testimonianza di subalternità culturale e spirituale alla propria pretesa differenza specifica, essere pacifisti di fronte al cielo o alla propria buona coscienza, nonviolenti di fronte all’etica universale, antimilitaristi di fronte alle armi di distruzione di massa; è inefficace anche deplorare gli embarghi e adoprarsi a lenirne gli effetti se si rinuncia all’analisi concreta della politica degli Stati, alla cui vocazione oppressiva e aggressiva – pur variamente palliata o resa scarsamente visibile – risalgono le cause principali delle guerre moderne e degli enormi sacrifici di vite umane che esse richiedono.

Gli autori della denuncia illustrano le "vistose violazioni di norme costituzionali e penali" che hanno presieduto alla partecipazione dell’Italia alla guerra, e che si riferiscono a), alla mancata messa in opera della procedura prevista dalla Costituzione repubblicana per la deliberazione e dichiarazione dello stato di guerra; b), alla serie di menzogne del presidente del Consiglio dei ministri D’Alema in merito alla piena partecipazione italiana alla guerra; c), alla violazione simultanea dell’art. 11 della Costituzione italiana e degli artt. 1 e 5 del Trattato del Nord Atlantico, che nel 1949 istituì la NATO; d), all’uso di basi aeroportuali e di strutture tecniche site in territorio italiano per azioni militari NATO che "hanno cagionato reiterate stragi di civili", l’interruzione della fornitura di acqua e energia elettrica, gravissimi danni umani e ambientali alla vicina Jugoslavia.

[...] continua



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