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Rivista quadrimestrale interdisciplinare fondata nel 1989 |
CRESCITA ECONOMICA, SOTTOSVILUPPO SOCIALE
di Angelo Trento
Limperialismo yankee si esercita oggi in modo meno clamoroso, ma ancora più efficace. La superiorità garantita agli Usa dalla globalizzazione neoliberista consente di fare a meno di dittatori impresentabili e di mascherare la politica della Banca Mondiale con simulacri di democrazia
Ritorno alla democrazia?
È ormai praticamente un dato di cronaca che dopo la lunga stagione delle dittature militari il "ritorno alla democrazia" nel subcontinente latinoamericano non sia stato accompagnato, salvo rarissime e temporanee eccezioni, da procedimenti giuridici nei confronti dei torturatori e dei massacratori in uniforme. Ovunque, infatti, il ritorno degli ufficiali nelle caserme è avvenuto dopo lemanazione di misure di amnistia che, almeno nelle intenzioni, avrebbero dovuto tradursi in amnesia collettiva, in nome di una improbabile "riconciliazione nazionale". In tal modo, i membri delle Forze Armate hanno goduto di una impunità di fatto e di diritto e solo la memoria dei familiari delle vittime e degli scampati è riuscita a mantenere in vita, anche internazionalmente, la speranza di vedere riconosciuti e condannati gli innumerevoli crimini commessi contro lumanità.
Questo barlume di eticità non ha però consentito che i processi di transizione pattuita alla democrazia, elaborati da militari e politici, assumessero un significato anche di mera riflessione, di creazione di anticorpi rispetto a un percorso così drammatico e, conseguentemente, nessun paese ha fatto i conti con il proprio passato. Tale situazione non si è registrata neppure nelle aree geografiche in cui particolarmente violenta è stata la repressione, come in Cile, in Argentina o in Guatemala, con i suoi 45.000 desaparecidos e 150.000 morti, compresi vecchi, donne e bambini, eliminati dai militari, come riconosciuto recentemente da una Commissione internazionale e precedentemente denunciato da monsignor Gerardi, assassinato proprio dopo la pubblicazione del volume Guatemala, nunca más, che tali atrocità documentava.
Gli sforzi dei parenti delle vittime e in particolare delle madri e delle nonne di Plaza de Mayo hanno comunque ottenuto qualche risultato, se è vero che nove membri delle giunte succedutesi in Argentina tra il 1976 e il 1983 si trovano agli arresti (ma per rapimento e affidamento fuori legge di bambini nati da genitori allepoca detenuti e poi eliminati) e che in prigione "langue" (e luso delle virgolette è di rigore dal momento che la pena di ventanni cui è stato condannato viene scontata in una prigione costruita appositamente per lui) Manuel Contreras, già capo dei servizi segreti cileni, per lomicidio, negli Stati Uniti, dellexministro di Allende, Orlando Letelier.
Il ritorno alla democrazia non ha comunque posto termine al protagonismo degli uomini in uniforme e non è necessario esemplificare questa asserzione con la squallida e provocatoria scena del ritorno di Pinochet in Cile e dellaccoglienza trionfale riservatagli dagli alti gradi delle Forze Armate allaeroporto. Né valgono ad attenuare lo sdegno per una tale tracotanza (esibita peraltro anche da una parte dei ceti medi) i recenti sussulti di indipendenza e laffermazione di un minimo di dignità sul piano etico prima ancora che giuridico manifestati da unala della magistratura cilena con la decisione di aprire un procedimento giudiziario contro lexdittatore, sia pure avente per oggetto un numero limitato di esecuzioni di avversari politici. Nellambito di questa nuova linea di tendenza ancora eccessivamente timida a livello continentale non si può e non si deve evitare di ricordare le inchieste dei giudici spagnoli e francesi per le continue violazioni dei diritti umani durante i regimi dittatoriali in America latina, nonché la recentissima condanna inflitta, in contumacia, ad alcuni militari argentini da un tribunale italiano per le loro responsabilità nel sequestro e nellomicidio di otto cittadini di nazionalità italiana, anche se, precedentemente, la Corte di Appello di Roma aveva scandalosamente consentito la liberazione e la conseguente fuga di un altro aguzzino pratense, arrestato per ottemperare allordine di cattura emesso dalla magistratura transalpina.
[...] continua
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