Rivista quadrimestrale interdisciplinare
fondata nel 1989
GIANO. PACE AMBIENTE PROBLEMI GLOBALI
 
archivio indici (1989-1998) abbonamenti informazioni altre pubblicazioni english links
Articolo pubblicato sul numero 39 di Giano. Pace ambiente problemi globali, settembre-dicembre 2001

LA CINA, "L’ULTIMO PAESE SOVRANO"

di Enrica Collotti Pischel

Nella partecipazione al lutto americano e nella solidarietà contro il terrorismo sono presenti sia la riaffermazione del principio di sovranità, sia il tentativo di porre limiti all’egemonia mondiale degli Stati Uniti

L’atteggiamento assunto dalla Cina nei confronti degli Stati Uniti dopo gli episodi terroristici dell’11 settembre 2001 ha suscitato qualche perplessit nel mondo della sinistra e del pacifismo, in sostanza in quell’insieme vago che costituisce il movimento no global. In realtà le posizioni cinesi, nell’immediato e nel più lungo periodo sviluppatosi da allora, sono state molto più articolate di quanto si creda e rientrano appieno nella serie di mosse tattiche e strategiche messe in atto dalla Cina negli ultimi anni per garantire la propria sicurezza di "ultimo paese sovrano" rimasto al mondo, nel senso di ultimo (o quasi) paese veramente indipendente dal controllo statunitense. E di conseguenza naturale vittima dell’ostilità degli Stati Uniti. E'probabile che Mao e Zhou Enlai avrebbero seguito la stessa linea o una linea similare in queste circostanze.

Riassumendo: la Cina si è affrettata subito dopo l’11 settembre a esternare il proprio totale e incondizionato cordoglio agli Stati Uniti: ciò poteva essere un atto formale (solo l’Iraq – credo – si è astenuto dal farlo, non certo la Corea del Nord che si è pur essa spesa in condoglianze), ma è stato fatto con eccezionale impegno. Unico elemento critico (o ironico) il rilievo che la drammatica percezione dei fatti da parte degli americani e la loro convinzione che essi rappresentino una svolta storica poteva anche derivare dal fatto che gli Stati Uniti sono stati, nei due secoli trascorsi dalla loro nascita, sempre al sicuro da attacchi esterni al loro territorio nazionale e che, in sostanza, hanno avuto la fortuna di non conoscere nè Genghiz Khan nè l’esercito imperiale giapponese!


Il cordoglio e le riserve

La partecipazione al lutto è stata accompagnata immediatamente dall’offerta di una piena partecipazione alla lotta contro il terrorismo, dalla proposta della costituzione di una vera alleanza anti–terroristica: e qui l’allineamento agli Stati Uniti era indubbio, ma segnato al tempo stesso dal perseguimento di una precisa strategia finalizzata a trarre vantaggi per la Cina, come si vedr. In terzo luogo alle Nazioni Unite – nel Consiglio di sicurezza del quale la Cina vuole in ogni occasione ribadire il ruolo, per riaffermare il suo diritto di veto – la Cina ha votato a favore della mozione che legittimava una reazione statunitense a quello che veniva considerato un atto di violazione della sua sovranità nazionale, anche se la mozione stessa non autorizzava in quanto tale la guerra all’Afghanistan.

[...] continua



ABBONATI

archivio / indici (1989-1998) / abbonamenti / altre pubblicazioni / informazioni / english / links


top_of_page
back home forward