Rivista quadrimestrale interdisciplinare
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GIANO. PACE AMBIENTE PROBLEMI GLOBALI
 
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Articolo pubblicato sul numero 37 di Giano. Pace ambiente problemi globali, gennaio-aprile 2001

L’ECOLOGIA E LE INSUFFICIENZE DELLA POLITICA

di Vittorio Sartogo




1. Adam Smith, nella Ricchezza delle nazioni, scrive: "Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che noi attendiamo il nostro pranzo, ma dalla loro considerazione dell’interesse proprio. Noi ci rivolgiamo non alla loro umanità, ma al loro interesse, e non parliamo mai loro dei nostri bisogni, ma dei loro vantaggi".
Mai affermazione risulta tanto inquietante e non vera, come ai nostri giorni. Non soltanto la produzione capitalistica non è stata orientata che in minima parte al soddisfacimento dei bisogni individuali o sociali, essendo essenzialmente il suo scopo quello di assicurare il massimo possibile del profitto, ma, insomma, il domandante non è affatto il sovrano che si dice che sia. Poiché il consumatore chiede soltanto ciò che può effettivamente chiedere nell’ambito delle alternative che di fatto gli si offrono, le quali, appunto, sono quelle che i produttori capitalistici ritengono di poter offrire sulla base dei loro calcoli di convenienza. E seppure il valore di scambio presuppone certamente l’esistenza del valore d’uso di un determinato bene, avviene che, per restare nell’esempio tratto da Smith, "nelle mani del fornaio, il pane è soltanto il portatore di un rapporto economico , in quelle del consumatore è invece cibo. Per divenire valore di scambio una merce deve cessare di essere valore d’uso. ... mentre la sua utilizzazione come valore d’uso presuppone la sua esistenza come valore di scambio" (Marx, Per la critica dell’economia politica).
Ma, poi, le alternative non disponibili sono anche pensabili?
In premessa al famoso Rapporto del Mit sui limiti della crescita era riprodotto un grafico riguardante lo schema degli interessi delle persone inquadrati nel tempo (in termini di giorni, pochi anni, durata della vita, generazioni future) e nello spazio (in termini di famiglia, vicinato, razza, paese, mondo). La maggioranza delle persone è interessata esclusivamente ai problemi della propria famiglia o degli amici in un futuro a breve termine. Soltanto pochi hanno una prospettiva realmente globale, estesa ai vari e complessi problemi dell’intero mondo in un futuro non troppo vicino.
Appare clamoroso I’ errore compiuto da Smith, di considerare naturali o valide al di fuori del tempo in cui venivano pensate le caratteristiche della società che stava studiando. Nel senso che la divisione del lavoro, alla base della crescente produttività del lavoro della moderna economia capitalistica, non postula affatto come unico e necessario mezzo di scambio l’interesse privato e ancor meno funziona la cosiddetta mano invisibile che armonizza gli interessi in gioco. Ci sono voluti 225 anni, ma la smentita definitiva è arrivata, anche se si stenta a riconoscerla per tale! Naturalmente, molti altri potrebbero essere gli esempi attraverso i quali dimostrare che stanno divenendo insostenibili le condizioni stesse che permettono l’evoluzione della specie umana, e addirittura la sua stessa sopravvivenza. Se ne possono citare alcuni tra i più evidenti, dal cambiamento climatico, all’inquinamento dell’aria, al depauperamento dell’acqua, al consumo di territorio e alla desertificazione, alla riduzione della diversità biologica, ecc.
Il terzo Rapporto Ipcc, per esempio, contiene l’annuncio di vere e proprie imminenti catastrofi, indicate dalle nuove e ulteriori misurazioni effettuate sulla riduzione dei ghiacci dell’Antartide e dalle analisi degli impatti, determinati dall’aumento della temperatura dell’atmosfera terrestre, sul regime delle piogge, sui rischi di alluvione, sulle possibilità di avanzamento delle zone desertiche e semi desertiche. In definitiva, sui processi irreversibili che il cambiamento climatico può produrre negli ecosistemi terrestri.
[...] continua



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