Rivista quadrimestrale interdisciplinare
fondata nel 1989
GIANO. PACE AMBIENTE PROBLEMI GLOBALI
 
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Editoriale pubblicato sul numero 43 di "Giano. Pace ambiente problemi globali", gennaio-aprile 2003

Una guerra inutile e criminale, una lezione per il pacifismo

di Luigi Cortesi



GUERRA INUTILE SE NON AI SUPERPOTENTI DELLA TERRA, incomprensibile se non nel quadro di interessi che, comunque trasformati rispetto all’imperialismo classico e alle sue codificazioni “ortodosse”, sono sempre legati alla logica sistemica: e quindi guerra antisociale e criminale. Fuori dall’Onu e contro ogni altro equilibrio tra i soggetti politici internazionali; meditata, preparata e condotta contro la volontà dei popoli, questa volta chiaramente espressa, in termini – come diremo – nuovi nella storia; distruggitrice di accordi internazionali faticosamente raggiunti e di possibilità di convivenza tra regioni del Pianeta che hanno ospitato e nutrito civiltà, culture, religioni diverse appartenenti tutte alla creatività e alla sofferenza della condizione umana, tutte degne del rispetto che si deve all’Uomo e alla costruzione della vita sociale; praticata senza scrupoli contro quei limiti ambientali che il capitalismo sente come inaccettabili: e quindi guerra criminale nell’oggi e nel domani.
Criminali sono coloro che l’hanno fatta: i Bush, i Blair, gli Sharon, con i loro grandi strateghi e i loro manutengoli internazionali e lombardi: la voce dei popoli, e questa volta meno ambiguamente quella della Chiesa cattolica, l’hanno detto in toni alti. Ma, per noi, criminale è in primo luogo il totalitarismo globale degli Stati Uniti d’America e il suo establishment. Facciamo analisi che differenziano le varie posizioni, le concorrenze strategiche, le “scuole di pensiero”: ma in primo luogo dobbiamo esprimere questo giudizio generale. Il mondo rasenta le soglie della sopravvivenza impossibile, e tutte le forze, tutte le capacità dovrebbero essere dedicate e tenere l’umanità al di qua di esse.
Criminali e privi di ogni principio di realtà sono quei politici che, in questa condizione estrema delle cose, intendono solo la necessità di assicurare alla propria bandiera il posto più sicuro, l’avvenire energetico garantito, il mantenimento del primato, e quindi il consenso interno estorto, con metodi di spontaneizzazione indotta che assicurano [...] continua



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